Turismo medico – Prima parte

Turismo medico – Prima parte

Il turismo medico significa semplicemente viaggiare per andare a ricevere cure mediche in un altro Paese – qualcosa che, secondo un articolo di Forbes, 1,25 milioni di americani farà quest’anno. “Il turismo medico non è un fenomeno nuovo”, dice l’articolo, “ma sta prendendo una forma completamente diversa da quella che si pensava. Molti sistemi sanitari – negli Usa, in Gran Bretagna e in Germania – stanno affrontando sfide significative: liste di attesa, priorità per la sanità in via di cambiamento, criteri di eleggibilità più rigidi, eccetera. Oggi, con la globalizzazione delle informazioni e il crescente potere del consumatore, il turismo medico fa diventare gli individui consumatori che prendono decisioni da soli riguardo alle loro esigenze sanitarie, cercando di capire come possono essere meglio curati, e poi individuando il fornitore più appropriato”.

 

Sebbene l’entità del mercato del turismo medico sia difficile da stimare con completa accuratezza, una ricerca di Frost & Sullivan la valuta all’incirca tra i 50 e i 65 miliardi di dollari nel 2014. Patients Beyond Borders stima una cifra più bassa, tra i 38,5 e i 55 miliardi di dollari, “basata su circa 11 milioni di pazienti transnazionali nel mondo che spendono una media di 3.500-5.000 dollari a visita, inclusi tutti i costi relativi alle cure, le spese per i trasporti transnazionali e locali, le spese per il ricovero e le sistemazioni.

 

E il mercato sta crescendo, grazie a una popolazione mondiale in via di invecchiamento e che sta diventando più ricca, a una velocità che sta sovraccaricando le risorse di cure sanitarie disponibili. Se trovare numeri certi è difficile, i vantaggi di chi viaggia sono incontestabili. Il turismo medico non è più solo procedure e vacanze più economiche. E’ anche la qualità dei dottori e della tecnologia, e modelli di cura che molti di questi Paesi stanno perseguendo, a rendere questa forma di turismo diversa da quelle che abbiamo visto finora.

 

La certificazione internazionale è diventata uno dei principali fattori trainanti della crescita del mercato del turismo medico. Rispondendo a una domanda globale per standard di certificazione, la Joint Commission di sede negli Usa ha lanciato la sua agenzia affiliata internazionale nel 1999, la Joint Commission International (JCI). Per essere riconosciuto dalla JCI, un ospedale internazionale deve rispettare gli stessi rigorosi standard fissati negli Usa dalla Joint Commission, un traguardo raggiunto da oltre 600 ospedali nel mondo.

 

Nel frattempo, le cure mediche negli Usa sono a prezzi astronomici. Ai cittadini viene detto che questo capita perché il loro Paese ha le migliori cure sanitarie al mondo, e ciò forse è vero, ma per una frazione del prezzo di un intervento in un ospedale americano si può trovare un dottore formatosi negli usa e regolarmente certificato in un ospedale internazionale riconosciuto dal JCI come il Bangkok Hospital o il Bumrungrad in Thailandia, che utilizza tecnologia all’avanguardia ed esegue lo stesso tipo di intervento.

 

Secondo Patient Beyond Borders, utilizzando i costi degli Stati Uniti con una varietà di specialità e interventi come riferimento, la fascia media di risparmio per le destinazioni più gettonate è, in ordine alfabetico:

 

  • Brasile: 20-30%
  • Costa Rica: 45-65%
  • India: 65-90%
  • Malaysia: 65-80%
  • Messico: 40-65%
  • Singapore: 25-40%
  • Corea del Sud: 30-45%
  • Taiwan: 40-55%
  • Thailandia: 50-75%
  • Turchia: 50-65%

 

Ma ci sono altri fattori oltre all’enorme risparmio. Uno è il tempo, perché il tempo è denaro, e non avrai sempre il tempo di staccare dal lavoro per prenderti una vacanza o un permesso malattia – quindi perché sacrificare una vacanza da sogno solo perché vuoi o hai bisogno di un intervento – il che è precisamente il motivo per cui hai bisogno di una pausa. Tornando al fattore costi, l’alloggio e il relax sono così economici in destinazioni per il turismo medico come la Thailandia, che potrai distenderti e riposarti più a lungo di quanto avresti immaginato. Vuoi restare lì per un po’ e goderti il sole, il mare, le spa, la cucina e la cultura mentre ti riprendi? Ne parleremo nella Seconda parte di questo post.

 

Avere un buon motivo per viaggiare è un altro vantaggio. La maggior parte di noi ha una destinazione da sogno che ci diciamo sempre di voler visitare “un giorno”. L’opportunità di farlo per davvero è qualcosa da prendere seriamente. Ti prendi una pausa dal lavoro e devi comunque spendere per le cure mediche, quindi perché non risparmiare denaro e allo stesso tempo vedere un altro Paese?

 

Purtroppo, non tutti gli interventi sono coperti da un’assicurazione sanitaria. Se il tuo dottore ha raccomandato una procedura non coperta dalla tua assicurazione sanitaria, o se questa ti scaricherebbe sapendo che tu l’hai fatta, è ora di esplorare altre opzioni. Non mettere la tua salute nelle mani di burocrati che cercando di risparmiare soldi per loro stessi a tue spese. Invece, pianifica la tua fuga.

 

Se tutti sappiamo che “non c’è nessun posto al mondo come casa”, molti di noi non vogliono rimanere bloccati lì prima di un intervento chirurgico o nella fase di recupero. Sai che c’è quella persona speciale che vuoi al tuo fianco, e il resto del mondo può starsene da parte per un po’. Beh, quando sei dall’altra parte dell’oceano il resto del mondo non può raggiungerti. Come nessuno ha bisogno di sapere che hai perso 20 chili in due settimane – digli che stai andardo a un  corso di ginnastica intensiva, e nessuno farà più domande.

 

Il costo più economico degli interventi all’estero fa sì che potrai fare tutti i check-up, quell’intervento impegnativo, e qualsiasi altra cosa che magari rimandavi da tempo – e comunque uscirne da vincitore. In fondo, la questione non è perché esiste il turismo medico, o quanto vale quel mercato, ma quando capiremo che è una realtà.

 

 

 

Categories: PENSIONAMENTO, TURISMO

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