Investire nell’ASEAN: il Vietnam

Investire nell’ASEAN: il Vietnam

Investire nell’ASEAN: il Vietnam

“Il Vietnam è diventato una delle destinazioni più allettanti per gli investimenti stranieri. Gli investitori stranieri stanno iniziando a considerare il Vietnam una location di investimento strategica fondamentale nel raggiungere l’efficacia nei costi delle loro catene di fornitura globali. Già ora, oltre la metà delle società statunitensi Fortune 100 hanno una presenza in Vietnam. Il Vietnam sta diventando più invitante grazie ai suoi incentivi fiscali, al basso costo del lavoro, e alla lunga costa dotata di infrastrutture portuali sempre più moderne e sofisticate”, scrive un rapporto del 2013 di KPMG, una delle più grandi società di servizi professionali al mondo e un revisore di conti tra i “Big Four”.

Negli ultimi trent’anni, il Vietnam si è ripreso dalle devastazioni della guerra, dalla perdita del sostegno finanziario del vecchio blocco sovietico, e dalle rigidità di un’economia pianificata. Il Paese ha lanciato delle riforme economiche (Doi Moi) nel 1986, che hanno trasformato il Paese da uno dei più poveri al mondo a un Paese dal reddito medio-basso ma in via di sviluppo in un quarto di secolo.

Fare affari

Se l’economia del Vietnam è ancora dominata dalle aziende di proprietà statale che rappresentano circa il 40% del Pil, il governo ha confermato il suo impegno alla liberalizzazione economica e all’integrazione internazionale”, scrive un rapporto di PwC Thailand intitolato “Sud-est asiatico – Opportunità di investimento, tasse e altri incentivi”.

“Il governo ha accelerato la privatizzazione delle aziende statali per rendere più completo il processo di privatizzazione del Paese. In Particolare, il governo vietnamita ha un ambizioso piano per estendere il processo di privatizzazione ai più importanti conglomerati statali in settori come l’energia e le telecomunicazioni. Entro il 2014, lo Stato punta a trasformare l’attuale monopolio e i sussidi della produzione di energia elettrica in un mercato competitivo. Nella costruzione di porti, la forma di investimento Public-Private Partnership (PPP) è incoraggiata e sta diventando sempre più  popolare”.

Essendo un Paese in via di sviluppo, il Vietnam presenta infrastrutture insufficienti, ma ha iniziato a fare investimenti significativi. Il governo si è impegnato ad aumentare lo sviluppo delle infrastrutture, il che si vede dai numerosi progetti per la costruzione di nuovi porti merci, strade e autostrade, ponti, centrali elettriche e acquedotti.

Il mese scorso, l’Agenzia statunitense per il commercio e lo sviluppo ha raggiunto due accordi con l’Autorità vietnamita per la gestione delle ferrovie urbane per finanziare due studi di fattibilità sulla modernizzazione dei sistemi di transito a Ho Chi Minh City e lo sviluppo di sistemi di rete elettrica intelligente per l’intero Paese.

Dal punto di vista legale, dice PwC, “con i continui sforzi del governo di migliorare i suoi sistemi istituzionali, il sistema legale del Vietnam è migliorato notevolmente, facendo salire in graduatoria il Paese per quanto riguarda gli indicatori sulla certezza del diritto, e permettendogli di colmare la distanza con i più sviluppati Paesi vicini”.

Sebbene diverse misure siano state prese per migliorare l’ambiente amministrativo, questo rimane un problema che ha inciso sull’interesse degli investitori stranieri nell’ambiente di business del Vietnam. Tuttavia, il governo è impegnato a proseguire nel cambiamento e ha intrapreso numerose e importanti iniziative di riforma che hanno portato a modifiche significative nell’ambiente di business del Vietnam, per esempio nell’aree delle dogane, con l’introduzione di e-dogane e l’applicazione di procedure doganali one-stop-shop, che hanno permesso alle aziende di risparmiare tempo e tagliare i costi.

Dopo la sua entrata nel WTO nel 2007, il Vietnam è diventato una calamita per gli investimenti stranieri e sta evolvendo rapidamente dall’essere un’economia agricola a una basata su prodotti e servizi di più alto valore”, scrive PwC. Le esportazioni sono state tradizionalmente il motore trainante del Pil, in particolare l’export di tessile, greggio, calzature, prodotti agricoli e prodotti della pesca.

“Il Vietnam si è trasformato in una dinamica economia di mercato nella quale l’industria e i servizi ricoprono ruoli sempre più importanti”, scrive PwC. “Con le graduali misure per liberalizzare il mercato vietnamita, l’economia ha visto un cambiamento strutturale dall’essere guidata dall’agricoltura all’essere sempre più concentrata su industria e servizi. Il settore secondario e quello terziario producono ora una fetta ben più grande del Pil, e sono cresciuti a un tasso più alto rispetto all’economia in generale, riflettendo così il loro ruolo fondamentale nello spingere le prestazioni del Paese”.

Con la crescita del reddito disponibile, fa notare PwC, l’economia è sempre più trainata dai consumi personali e una parte crescente della popolazione sta risalendo la scala economica. Grazie alla forza lavoro giovane e ben istruita del Vietnam, si prevede che questa tendenza continuerà.

Il Vietnam è anche una delle destinazioni turistiche più popolari nella regione, e il suo settore turistico è cresciuto notevolmente negli ultimi anni. Il governo ha speso in attività promozionali in tutto il mondo per spingere ulteriormente il settore, facendo emergere numerose opportunità nel settore alberghiero e in quello dei relativi servizi.

Incentivi

“Il Vietnam vuole essere coinvolto più a fondo nella catena manifatturiera mondiale, e il governo vuole prediligere la qualità piuttosto che la quantità nell’attrarre investimenti stranieri diretti (FDI)”, scrive PwC. “Con l’obiettivo di migliorare la qualità dei FDI, il governo vuole portare progetti che utilizzano in modo efficiente le risorse naturali, rinforzano i collegamenti con le imprese nazionali, e attirano ulteriori investimenti in settori ausiliari, agricoltura, servizi preferenziali, informazione e tecnologia, e industrie hi-tech”.

“Il governo del Vietnam”, dice KPMG, “sta cercando di attrarre ulteriori investimenti in un’ampia gamma di settori”. Secondo la Legge sugli investimenti, i settori incoraggiati sono:

  • Produzione di nuovi materiali e nuove forme di energia; produzione di prodotti hi-tech, bio-tech e info-tech, e produzione meccanizzata.
  • Allevamento, coltivazione e trattamento agricolo, prodotti forestali e di acquacoltura, produzione di sale, creazione di varietà artificiali, nuove varietà di piante e animali.
  • Uso dell’hi-tech, protezione dell’ambiente ecologico, ricerca, sviluppo e creazione di hi-tech.
  • Industrie che utilizzano la forza lavoro in modo intensivo.
  • Costruzione e sviluppo su larga scala di infrastrutture e importanti progetti industriali.
  • Sviluppo di istruzione, addestramento, cure mediche, sport, educazione fisica e culture etniche.
  • Sviluppo di arti e industrie tradizionali.

Gli investitori stranieri sono incoraggiati a investire in aree dalle difficili condizioni socio-economiche, zone hi-tech e zone economiche.

“Oltre agli investimenti in alcuni settori”, spiega PwC, “il Paese vuole anche attrarre investimenti nelle aree remote del Paese che sono ancora sottosviluppate e hanno bisogno di investimenti. Incentivi fiscali e doganali, oltre a incentivi sull’affitto di terrenni, sono principalmente disponibili per gli investimenti nei settori incoraggiati, e/o gli investimenti in aree geografiche incoraggiate”.

E’ l’ora del Vietnam?

Il Vietnam è stabile, con una dinamica economia di mercato che sta crescendo: tra il 1991 e il 2010, la crescita economica media annua è stata del 7,5% e, nonostante le tante difficoltà che il Paese ha dovuto fronteggiare tra il 2011 e il 2013, la crescita del Pil è stata comunque del 5,6%. Diverse previsioni internazionali fanno credere che questo trend continuerà nel 2014-2015 e in futuro.

Il 60% della popolazione è ora in età da lavoro, e il Paese è situato nel cuore dell’Asia orientale, è un membro del WTO, ed è parte di numerosi accordi quadro per l’integrazione economica regionale, tra cui gli accordi di libero scambio dentro e fuori della regione.

Nel frattempo, il governo vietnamita è impegnato a creare un ambiente di business giusto e invitante per gli investitori stranieri, e sta costantemente migliorando il quadro legale e le istituzioni, lavorando duro nel ristrutturare l’economia e il suo modello di crescita, oltre che migliorando la competitività nazionale.

Il Vietnam riconosce che gli investimenti stranieri diretti sono una parte importante dell’economia nazionale, e il duro lavoro sembra portare dei frutti: ci sono al momento oltre 16.300 progetti di investimenti stranieri diretti nel Paese, per un valore di 238 miliardi di dollari. Questi investitori provengono da 100 Paesi, e comprendono alcune delle più importanti multinazionali mondiali. I numeri dicono che il Vietnam è diventato una delle mete preferite degli investitori internazionali.

 

Categories: ASEAN, Investimento, Vietnam

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